Era previsto. Era prevedibile, ed ora sta accadendo. La
crociata delle major contro il Peer to Peer sta provocando gli
effetti previsti, sta riducendo le libertà digitali. In questi
giorni, in Israele, si è passati dalle minacce ai fatti, come
era già successo in Italia, in Danimarca e negli Stati Uniti. Si
è deciso di bloccare un sito dedicato al File-Sharing ospitato
su server internazionali. Si è deciso, su richiesta delle major,
di sequestrare il traffico internet degli utenti. Di impedire
agli israeliani di accedere a quel sito, di impedire loro di
giudicare quelle pagine.
Come hanno fatto? Hanno obbligato i providers ad inserire il
sito nella lista nera di stato, quella che dice quali siti
possono essere visti dagli utenti e quali invece no. Una lista
che esiste anche in Italia e in altri paesi europei e che cresce
di mese in mese. Tutto questo mentre nel mondo impazza la
dottrina Sarkozy. La visione del presidente francese è
chiarissima:
costringere i providers ad agire come poliziotti
della rete, costringerli ad agire su quanto attraversa i propri
network. È quello che chiedono le maior del disco e del cinema
ormai da molti anni. Ci stanno lavorando in Francia, nel Regno
Unito ed in Australia, ma di dottrina Sarkozy si parla anche
negli Stati Uniti e in Giappone, proprio in questi giorni,
procede un nuovo progetto di legge. I suoi contenuti? Rendere i
providers responsabili di quanto fanno i loro utenti. Il suo
scopo? costringere i Providers ad impedire agli utenti di agire
liberamente in rete. I suoi effetti? Ridurre il libero flusso
dell'informazione.
La dottrina Sarkozy è sostenuta anche da molti esponenti
dell'Unione Europea. In queste settimane la commissione di
Bruxelles sta lavorando su una nuova direttiva e l'aggiornamento
della vecchia normativa sul commercio elettronico, quella che
sancisce che i providers non possono essere considerati
responsabili per quello che i loro utenti fanno in Internet. la
nuova normativa potrebbe avvicinarsi alle posizioni del
presidente francese. I segnali ci sono tutti e se accadrà,
cambierà tutto!
Libertà di fruire di tutti i materiali pubblicati online e
formarsi delle proprie opinioni su di essa è già negata in tutto
l'occidente democratico, in Cina ed in Medio Oriente. Senza
fanfare, senza annunci, senza enfasi stanno già cambiando la
rete. Hanno già ferito Internet, e nessuno ancora se n'è
accorto.
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Che strano concetto! Forse la
democrazia non esiste. Dico forse... ma forse dovrei convincermene e
rassegnarmi, mettendoci una pietra sopra. Non solo in Itaglia non
esiste, ma in tutto il mondo! L'uomo farà e agirà SEMPRE per il proprio
interesse e per il proprio benessere.
Più un paese si ostina a definirsi democratico e più la democrazia è
infida e subdola.
Io ho seguito lo sviluppo globale di internet in questi ultimi 15 anni,
in particolare ho seguito quello italiano e ho notato che si è passati
dalla non conoscenza del mezzo e quindi all'istintivo timore di
avvicinarvisi, fino ai nostri giorni, dove i blocchi dei siti,
all'insegna dell'antidemocrazia, sono all'ordine del giorno e per di più
queste azioni ci vengono giustificate da una televisione che ci spiega
che questa disciplina è necessaria e che è per il nostro bene.
Ecco un'equazione trovata in rete, che quadra perfettamente con quanto
sopra:
Democrazia =
E-Mule ingabbiato, strozzato,
censurato,
mutilato, soffocato e chi più ne ha più ne metta. Probabilmente era nell'aria, se ne
era parlato tempo fa e la cosa era stata archiviata. Torna
prepotentemente alla ribalta la nuova tecnologia Cisco che consente
il filtraggio dei pacchetti a livello applicazione, le implicazioni
sono chiare se si unisce l'idea ai problemi che ultimamente stanno
notando i clienti Libero/Infostrada. (ma anche quelli di molti altri
privider), con i programmi di FileSharing.
Il problema comincia ad assumere proporzioni importanti e sempre più
testate online se ne occupano.
E' ufficiale che l'ISP in questione ha deciso che nel caso si
abbiano problemi con la banda, nei momenti di maggiore congestione,
viene favorito il traffico che non sia destinato al FileSharing:
potendo filtrare i pacchetti che viaggiano in funzione del programma
che li ha prodotti il resto è molto semplice.
Insorgono tutti lamentando l'inadempienza contrattuale da parte del
proprio ISP, ma c'è da pensare che questa potrebbe essere la strada
intrapresa se la strategia dovesse risultare efficace. Rimane sempre
la certezza che trovato l'inganno trovata la cura, a maggior ragione
che la maggior parte del traffico generato su internet è dovuta
proprio al FileSharing ed in molti non se ne farebbero granché di
10Mb di banda solo per fare qualche chiamata e navigare su internet.
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