Effetti della Marijuana e dell'hashish, Cannabis, effetti collaterali, dipendenza o non dipendenza
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La droga

3 canne = 20 paglie

La Marijuana

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Effetti - Performance Interazioni Neurochimiche

Parliamo di canne - Allucinante Cannabis - Che effetti può avere il consumo di marijuana e hashish. 

Quando si parla di droghe leggere e ci si riferisce ai derivati della canapa indiana (marijuana e hashish), non si può fare a meno di pensare alle diverse posizioni in merito alla loro liberalizzazione. Ma questo non è solo terreno di scontro politico e sociale, perché proprietà rischi e virtù sono oggetto di studio scientifico e medico. Se i cannabinoidi producono perdita di memoria, senso di paura, alterazioni della percezione, e anche ebbrezza, espansività, allucinazioni e servono a tollerare meglio il dolore, è ora che se ne dia un effettiva spiegazione per una scelta consapevole. 

La Marijuana è una droga ottenuta dalla canapa indiana (Cannabis indica), le cui foglie, essiccate e tritate, vengono fumate o ingerite per il loro effetto allucinogeno ed euforizzante. Il principio attivo della marijuana è il tetraidrocannabinolo (THC), che si concentra soprattutto nelle cime fiorite.

 

 

 

 

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INDICE

Il problema della droga

Il problema della droga
Canapa - Effetti
Canapa - Conseguenze
3 canne = 20 paglie
Canapa e cuore
Recettori ai cannabinoidi
Effetti - Performance
Fumare fa venire il cancro!
Interazioni Neurochimiche
Le droghe leggere
Perché i ragazzi fumano la marijuana
La canapa e i ragazzi normali

Esperienze

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L'hashish

L'hashish, una droga ricavata dalla resina della pianta, ha un contenuto di THC otto volte superiore a quello della marijuana. La canapa indiana cresce nelle regioni temperate; la concentrazione del principio attivo aumenta con l'altitudine delle zone di coltivazione e quanto più il clima di queste regioni è secco e asciutto. A eccezione di pochi paesi, la coltivazione della canapa indiana è ovunque illegale. 

Usi ed effetti

Da uno studio di Goodman e Gilman riporto testualmente gli effetti provocati, nell'Uomo, dall'uso prolungato dei cannabinoidi:

...viene compromessa la memoria a breve termine e si deteriora la capacità di eseguire compiti che richiedono più operazioni mentali per raggiungere una particolare meta (cosiddetta "disintegrazione temporale").
L'equilibrio e la stabilità della postura sono influenzati anche a basse dosi e questi effetti sono più evidenti quando il soggetto ha gli occhi chiusi. Si può dimostrare una diminuzione della forza muscolare e della fermezza delle mani.
I processi più complessi (tra cui la percezione, l'attenzione e l'elaborazione delle informazioni che intervengono nella guida di autoveicoli e velivoli) vengono compromessi da dosi equivalenti a 1 o 2 sigarette (la compromissione ha una durata di 4-8 ore, molto più lunga del tempo durante il quale il consumatore percepisce gli effetti soggettivi del farmaco). Questi effetti si sommano a quelli provocati dall'assunzione di alcool.
I consumatori cronici di marijuana possono presentare:
apatia; tristezza; compromissione del giudizio, della concentrazione e della memoria; perdita di interesse per il proprio aspetto e per il raggiungimento delle mete tradizionali (cosiddetta "sindrome amotivazionale").
Basta e avanza. Perciò non metto in conto gli effetti collaterali indesiderati su: apparato cardio-vascolare, sistema immunitario, sistema endocrino, apparato respiratorio.

La storia della canapa

Nota in Asia centrale e in Cina sin dal 3000 a.C., la marijuana è stata per lungo tempo utilizzata dalla medicina popolare. Nei secoli passati è stata assunta in modo sporadico; solo a partire dagli anni Sessanta e Settanta ha conosciuto un consumo di massa, soprattutto tra i giovani. Benché la marijuana non provochi dipendenza fisica e l'interruzione del consumo non causi una sindrome da astinenza, i consumatori abituali sembrano, comunque, sviluppare una forma di dipendenza psicologica. Gli effetti della marijuana consistono inizialmente in un senso di reattività, leggerezza ed euforia, cui segue un periodo di calma e di piacevole tranquillità. 

Talvolta si possono verificare cambiamenti d'umore, accompagnati da alterazioni nella percezione del tempo, dello spazio e della propria dimensione corporea. I processi mentali vengono disturbati da idee e ricordi frammentari e molti consumatori registrano un aumento dell'appetito e della capacità di provare piacere. 

Gli effetti negativi includono stato confusionale, reazioni di panico, ansietà, paura, senso d'inutilità e perdita dell'autocontrollo.

Tra le persone che consumano marijuana abitualmente e in grosse dosi vi è chi sviluppa una "sindrome amotivazionale", caratterizzata da passività, demotivazione e ansia; la relazione fra il consumo di marijuana e questa sindrome non è stato, tuttavia, ancora accertato. Come avviene con l'alcol, anche l'assunzione di marijuana sembra influire negativamente sulla capacità di comprendere testi scritti, di esprimersi oralmente, di risolvere problemi teorici, sulla memoria e sui tempi di reazione. Non esistono, tuttavia, prove che la marijuana possa indurre o provocare danni cerebrali e gli effetti del consumo prolungato di questa sostanza sul cervello sono ancora sconosciuti.

3 canne corrispondono a 20 paglie

Tuttavia, oggi già sappiamo che fumare marijuana è più pericoloso rispetto al passato. Pensate che solo 3 sigarette contenenti canapa corrispondono a 20 sigarette normali. 

Questo è lo scioccante risultato di un rapporto redatto dal British Lung Fundation (BLF). I ricercatori, inoltre, sottolineano che i rischi per la salute sono aumentati sostanzialmente dal 1960, in quanto sono aumentate, nella marijuana, le quantità di composti chimici.

I sostenitori per la legalizzazione della canapa sono intervenuti nella questione: "...sostenere che la canapa è più pericolosa è come dire che ultimamente il succo d'arancia è sostanzialmente cambiato - afferma Alun Buffry, portavoce dell'Alleanza per la Legalizzazione della Canapa - negli anni '60 ho fumato la roba, certamente più forte di ciò che al giorno d'oggi è disponibile e, comunque, quando è più forte la gente fuma di meno.

Il presidente del BLF Mark Britton sostiene "sicuramente queste statistiche sorprenderanno molte persone, specialmente coloro che preferiscono fumare canapa piuttosto che il tabacco, nella convinzione che è più "salutare"; è importante che la gente sappia quali sono i pericoli che derivano dal fumare marijuana - conclude Britton - in modo da poter prendere decisioni consapevoli"

INOLTRE

Fumare marijuana può far anche venire il cancro 
 

I ricercatori del Jonsson Cancer Centre dell'Università di California, a Los Angeles, sono arrivati alla conclusione che fare uso di marijuana può far venire il cancro. 

Anche se "molta gente pensa che fumare marijuana sia innocuo," spiega il Dott. Zhang, coordinatore della ricerca, purtroppo non è così, a causa delle sostanze cancerogene contenute nella marijuana, molto più forti che nel tabacco. "Il messaggio importante che vogliamo lanciare è che la marijuana, come il tabacco, può causare il cancro". "Chi fuma poco, rischia anche poco - dice Zhang - chi fuma molto, corre molti rischi". Secondo il ricercatore, chi ha cominciato a fumare giovanissimo, dovrebbe stare in guardia nei confronti dei sintomi del cancro alla testa e al collo, molto comune anche fra i fumatori accaniti e i forti bevitori. 

Ma fumare cannabis non solo può far venire il cancro, può anche danneggiare i polmoni e far nascere sottopeso i figli delle donne che ne fanno uso. 

Una testimonianza da leggere

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