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Adolescenza e droghe leggere
L'uso di cannabis da parte dei ragazzi 'normali'.

Autore: Roberto Matterazzo
Curatore: Nerella Buggio
Fonte: CulturaCattolica.it


L'assunzione di sostanze cannabiche può costituire un elemento di destabilizzazione per gli adolescenti non a rischio? I pareri in questo ambito sono molto diversi, non solo tra i politici, ma tra gli stessi operatori e ricercatori. Proviamo a suggerire alcuni spunti di riflessione.

In primo luogo il concetto di adolescenti 'non a rischio' rappresenta una contraddizione in termini. L'adolescenza è infatti un periodo connotato da rapidi cambiamenti a livello somatico e psicologico caratterizzati da repentini cambiamenti di umore, da sentimenti accesi ed incostanti, dall'imprevedibilità delle reazioni. L'adolescenza è anche il tempo della critica dei modelli genitoriali, della sperimentazione e della ricerca di nuovi riferimenti e di nuovi punti di vista: è il tentativo di costruirsi un'identità sociale. Di fronte a compiti così complessi nessuno è protetto in modo definitivo dalla possibilità di sperimentare stati d'animo negativi, disforici, senso si smarrimento e di incertezza. Anzi forse uno dei traguardi fondamentali, una volta dissoltosi l'idilliaco vissuto infantile, è proprio quello di imparare a gestire e ad elaborare attraverso il pensiero e la parola la sofferenza interiore.

Quindi per la particolare natura della dinamica adolescenziale tutti i ragazzi, seppure in maniera diversa, sono a rischio. A rischio di rinunciare alla fatica di cercare in sé stessi e nella comunicazione autentica con l'altro le risposte a quel compito fondamentale dell'esistenza che è, come ci ricordano Bertolli e Ravera, la sopportazione del dolore.

L'assunzione di sostanze cannabiche ha importanti risvolti a livello cerebrale nella comunicazione tra i neuroni, come dimostrano gli studi del prof Gessa, dell'Università di Cagliari. Due sono gli ordini di fenomeni sui quali il farmacologo richiama l'attenzione. Il primo è il fenomeno della sensibilizzazione. Con questo termine si intende la particolare ricettività e vulnerabilità di persone che hanno consumato delle droghe, anche a distanza di molto tempo, per cui una quantità di sostanza innocua per una persona che non mai assunto alcuna droga produce invece effetti devastanti in una persona sensibilizzata. L'aspetto più interessante è che la cocaina, ad esempio, non sensibilizza unicamente verso se stessa ma anche verso l'eroina. Il prof Gessa ipotizza che ciò possa valere anche per le sostanze cannabiche, che preparerebbero chimicamente il terreno del nostro cervello a sostanze più pesanti.

Come se ciò non bastasse l'alterazione dei processi neurochimici prodotta dalle sostanze psicotrope avviene in un periodo di intensa plasticità neuronale in cui si stabilisce la matrice delle connessioni tra i miliardi di cellule cerebrali. Le diverse droghe modificano pertanto le normali condizioni nelle quali devono realizzarsi questi processi. Il prof. Gessa afferma: "E' prevedibile che l'assunzione di queste sostanze in dosi adeguate possa influenzare lo sviluppo neurobiologico del cervello dell'adolescente e quindi i suoi correlati funzionali: cognitivi, emotivi, comportamentali. Poiché nel bambino e nell'adolescente i successivi livelli di organizzazione di tipo psicologico e sociale possono realizzarsi solo se si sono organizzati i precedenti stadi di organizzazione un'alterazione della maturazione biologica potrebbe avere delle conseguenze a lungo termine".

Conclusione

In questo articolo, sulla base delle conoscenze da me possedute, ho cercato di portare alcuni elementi di riflessione sul consumo di sostanze cannabiche da parte degli adolescenti. Le ricerche in questo ambito sono ancora scarse, soprattutto sul piano neurofarmacologico, ed i lavori del prof. Gessa, per quanto possa apparire strano, sono pionieristici. Tutto ciò ritengo significhi qualcosa rispetto alle modalità con cui si banalizza, il più delle volte, questo tema. Un tema che al contrario merita studio e attenzione, e che non può essere sconsideratamente preso 'alla leggera'.

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