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Adolescenza e droghe leggere Danni e motivazioni dell'assunzione di droghe negli adolescenti Autore: Roberto Matterazzo "Il ricorso alla droga è una protesi per una personalità malfunzionante di fronte ai problemi cui la vita ci chiama: sopportazione del dolore, ricerca della felicità, assunzione di responsabilità. Il drogato mette in atto una modalità malata per risolvere i propri disagi: l'utilizzo patologico di certe sostanze" (Bertolli-Ravera, Un buco nell'anima, Mondadori) . A partire da questa affermazione inequivocabile vorrei sviluppare alcune considerazioni sul consumo di droghe leggere (gli spinelli) da parte di adolescenti e giovani, cercando di andare oltre il sensazionalismo dei mass-media o le polemiche strumentali. In modo un
po' provocatorio potremmo chiederci da subito: gli spinelli sono ancora
considerati una droga, seppur leggera? E' ancora valido l'assunto che il consumo
massiccio di queste sostanze possa celare una problematicità, una fragilità
dell'io, una difficoltà di rapporto con gli altri? E ancora: gli spinelli sono
dannosi, e in questo caso quali danni determinano, o innocui? Cosa pensano i ragazzi degli spinelli Recentemente sono stato chiamato a svolgere alcuni interventi di prevenzione in tema di tossicodipendenza in diverse scuole medie dell'hinterland milanese. Mentre fino a pochi anni orsono erano prevalentemente i ragazzi delle scuole superiori i destinatari di questo tipo di proposta, ora la richiesta di interventi formativi e preventivi arriva anche dalle medie inferiori (l'intervento è rivolto alle classi terze). La percezione di contiguità, di vicinanza a queste sostanze che gli insegnanti registrano in modo informale, non sistematico, all'interno delle aule e dei corridoi, emerge in modo molto chiaro durante i nostri interventi. Incoraggiati a parlare liberamente i ragazzi, pur non facendo mai riferimento all'assunzione personale, affermano di conoscere amici poco più grandi che le utilizzano tranquillamente, nei week-end e nei contesti di gruppo. Questa forma di conoscenza indiretta non può essere generalizzata alla totalità della popolazione scolastica ma neppure essere frettolosamente liquidata facendo riferimento a spiegazioni semplicistiche quali lo svantaggio socioculturale, la situazione di degrado delle periferie, ecc. Al contrario sono esperienze riferite da ragazzi non devianti, con un rendimento scolastico discreto, con una famiglia non problematica alle spalle. Interpellati sugli effetti degli spinelli i ragazzi sono in grado di descriverli in modo dettagliato e pertinente: rilassamento, risate, comunicazione più fluida, alterazione del senso del tempo, ecc. Il giudizio sulla loro pericolosità è variegato: in una ricerca svolta su un campione di 1121 giovani dai 15 ai 30 anni residenti a Reggio Emilia emerge che il 21% di essi non li considera pericolosi mentre il 35% considera dannoso solo un utilizzo esagerato. L'idea prevalente che sembra farsi strada è quella che un uso moderato, ricreativo, delle sostanze cannabiche non costituisca un rischio per la propria salute psicofisica e soprattutto sia compatibile con gli impegni quotidiani: scuola o lavoro, attività sportiva, relazioni familiari e amicali. |
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