| Innanzitutto
si deve essere consapevoli che:
1) L'aria è un
bene primario,
fondamentale e pubblico
per cui nessuno ha il diritto di inquinarla indiscriminatamente, nemmeno
il fumatore che pensa di:
- appellarsi ad una presunta
libertà personale
- inquinare poco
- non recare pregiudizio
agli altri
2) Inquinamento esterno e
interno:
Fumare significa
caricare l'aria attuale di ulteriori sostanze inquinanti e se ciò
avviene in un luogo chiuso questo atto è pregiudizievole alla salute
non solo del fumatore ma anche del non-fumatore che per ragioni di lavoro
o per altre ragioni deve condividere lo spazio comune.
3. I motivi per cui
in un ambiente chiuso
lavorativo si può ragionevolmente chiedere di non fumare sono legati
sicuramente al fastidio (nocumento) che il fumo di tabacco reca a chi non
fuma: irritazione delle mucose nasali, degli occhi, mal di testa, puzza
dei capelli e dei vestiti e altro ancora.
4. Esiste un obbligo del
datore di lavoro nella protezione della salute del lavoratore:
Negli ambienti chiusi
in generale si fa riferimento all’articolo 52 della Legge sanitaria (cantonale):
Art. 52 E’ considerato
atto nocivo alla salute imporre, in luogo chiuso pubblico, di uso pubblico
o collettivo, l’aspirazione del fumo della combustione del tabacco a un
non fumatore.
Sul posto di lavoro in generale si
fa riferimento a:
art. 33 dell’Ordinanza sulla
prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali:
"La composizione dell’aria
nei posti di lavoro non deve pregiudicare la salute dei lavoratori. Se
tale pericolo non può essere evitato, dev’essere assicurata nei
posti di lavoro una ventilazione naturale o artificiale; se necessario
devono essere adottati altri provvedimenti tecnici",
-
all’art. 328 del Codice delle obbligazioni,
-
e all’art. 82 della Legge sull’assicurazione
contro gli infortuni.
Le norme contenute in questi
tre articoli soprammenzionati obbligano il datore di lavoro a proteggere
la salute del lavoratore, per cui si deduce che il datore di lavoro
è tenuto a proteggere i suoi dipendenti non-fumatori dal fumo di
tabacco.
Specificatamente per ciò
che concerne la protezione di chi non fuma negli ambienti chiusi valgono
due articoli di legge:
-
l’art. 6 della Legge federale sul lavoro
-
l’art.
19 dell’Ordinanza concernente la legge federale sul lavoro
-
Il datore
di lavoro deve provvedere, nel quadro delle possibilità dell’azienda,
affinché i non fumatori vengano preservati dal fumo di altre persone)
A titolo di esempio nell’amministrazione
statale "Il fumo da tabacco è vietato negli spazi a contatto
con il pubblico e in linea di principio in quelli comuni" (Regolamento
dei dipendenti dello Stato (01.01.96), art. 54)
1. Si consiglia di esporre il problema
se possibile ai colleghi
interessati e se non lo si può risolvere in questo modo bisognerà
rivolgersi al Capo-ufficio e/o alla Direzione che non potrà fare
a meno di prendere delle decisioni a favore (e a tutela) di chi non fuma
e non vuole "fumare" il fumo degli altri.
2. Fissare una data:
Importante, secondo la
nostra esperienza, è di fissare una data non troppo vicina né
troppo lontana (diciamo tra 15 giorni e 1 mese), per l’entrata in vigore
della nuova situazione, stabilita dal capo ufficio o dalla Direzione.
L'Associazione Svizzera Non-fumatori
(ASN) è volentieri a disposizione per una consulenza, fornitura
di materiali adatti allo scopo, ecc.
|

Per
contattarci
Home
|